50 sfumature di GIALLO

Aggiornamento: set 11

La forza di un colore

Simbolo di luce, energia e ricchezza, ma anche d’invidia, gelosia e tradimento, il giallo è da sempre il colore dell'ambiguità. Già Goethe, nel 1810, del colore giallo scriveva: “Possiede una qualità dolcemente stimolante, di serenità e di gaiezza. Si mostra però estremamente sensibile, producendo un’immagine sgradevole quando è sporco. È sufficiente una leggera e impercettibile variazione di tonalità per farne il colore dell’infamia, della ripulsa e del disagio”.

A Parma è il colore della sua identità architettonica: il giallo e tutte le sue gradazioni è il colore tuttora prevalente delle case del centro storico.

- Nell'antica Grecia le persone definite 'pazze' erano obbligate a vestire questo colore per essere riconosciute.

- Per tutto il Medioevo, in Occidente, si issava bandiera gialla nei luoghi dove scoppiavano epidemie di peste, e il giallo veniva usato anche per caratterizzare i bugiardi e i truffatori.

- In letteratura, il giallo diventò nel tempo la nuance delle trame poliziesche, e anche la cronaca di Parma si è tinta di giallo: il delitto Mazza (avvenuto nel febbraio 1986) è stato il più eclatante, una perfetta architettura poliziesca degna di un romanzo di George Simenon, dove i protagonisti furono una ballerina e un noto imprenditore, sullo sfondo di bella vita e nightclub, polizze assicurative, indagini complicate e colpi di scena.

- Oggi, il giallo ci parla di vittoria quando colora la maglia del Tour de France ma anche di protesta quando lo vediamo nei gilet gialli dei manifestanti sulle piazze di Parigi, oppure può essere segnale di allerta e ammonimento, come il cartellino giallo estratto dell’arbitro di una partita di calcio in caso di infrazione alle regole del gioco.

- Il GIALLO PARMA, nella sua tonalità originaria detta chiaro d'ovo (risultato di un perfetto equilibrio tra eleganza e leggerezza), risale al Settecento ed è nato come imitazione di una pietra francese che i nobili usavano per dipingere i propri palazzi. La tonalità più carica e intensa arrivò a Parma con la Duchessa Maria Luigia e durante il periodo austriaco il giallo utilizzato per colorare ville e palazzi assunse una intensità più evidente, quasi paglierino, dovuta in parte alla maggior disponibilità di pigmenti di origine industriale. Così, a partire dall’800, le facciate di chiese, case e palazzi iniziarono a colorarsi di tinte sature e vivaci, seguendo il filo del giallo nelle sue tante gradazioni.

L’appetito ha l’oro in bocca. Dai palazzi alla tavola, il giallo entra nei piatti della cucina parmigiana quasi a volerne sottolineare il calore e il carattere spensierato e godereccio: la sfoglia per anolini, tortelli di zucca o di erbetta e per qualsiasi altra pasta fresca, il ripieno fatto con uova e Parmigiano-Reggiano di accompagnamento ai bolliti di carne, le creme e lo zabaione di accompagnamento a cotechini e zamponi devono essere di un colore giallo vivido perché significa che si è usato il tuorlo della migliore qualità, cioè quello di uova di galline alimentate soltanto con mais.


Palazzi e monumenti color GIALLO PARMA: Arco di San Lazzaro - Auditorium Nicolò Paganini - Casino del Petitot - Museo Glauco Lombardi - Palazzo Soragna - Palazzo del Governatore - Palazzo dei Ministeri - Palazzo Ducale - Reggia di Colorno - Teatro Regio

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