Andar per rocche, castelli e regge

Aggiornamento: 2 ago

Leggende e fantasmi intorno ai Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla

Non c'è castello senza il suo fantasma

Il territorio Parmense compreso tra la riva destra del fiume Po (la Bassa parmense) ed i valichi dell’Appennino tosco-emiliano è un’area ricchissima di leggende e miti che, nella maggior parte dei casi, hanno avuto origine dalle complesse vicende storiche alternatesi nel corso dei secoli. Fatti realmente accaduti si intrecciano con fantasie popolari che raccontano di antichi amori tormentati e finiti in tragedia, vendette personali ed omicidi rimasti impuniti, indovini e streghe. In genere sono storie di grande fascino e suggestione che riportano alle credenze d’un tempo, legate a paure e stupore di fronte agli insondabili misteri della storia e della natura.

Il fantasma di Donna Cenerina presagisce eventi nefasti

Secondo una leggenda popolare molto accreditata, nella rocca Meli-Lupi di SORAGNA si aggirerebbe il fantasma della bellissima Cassandra Marinoni di Brescia (conosciuta come Donna Cenerina, sia per il colore biondo cenere dei suoi lunghi capelli, sia perché nelle sue apparizioni il fantasma assume un colore cinereo), moglie del marchese Diofebo II Meli-Lupi, barbaramente ammazzata nel 1573 con numerosi colpi di pugnale, mentre si trovava in compagnia della sorella Lucrezia (vero obiettivo del misfatto), in una residenza di famiglia nella città di Cremona. Cassandra morì il giorno successivo quel tragico fatto, e il suo corpo fu trasportato a Soragna per ricevere solenne sepoltura. Il delitto fu compiuto per mano del cognato il Conte Giulio Anguissola, personaggio dedito ad una vita violenta e dissipata. Le cause dell’omicidio sono rimaste ignote (e il delitto rimase impunito), ma verosimilmente si trattò di meschini interessi di famiglia (sbarazzandosi della moglie Lucrezia, il Conte Anguissola avrebbe potuto mettere le mani sulla sua cospicua dote).

Si dice che qualora nelle notti di luna lo spettro di Donna Cenerina bussi alla porta del castello (il suo tocco si concretizza in rumori e strane cose che succedono tra le mura del palazzo) sia presagio di imminenti lutti/eventi nefasti.

La Fata Bema appare ai fidanzati e ai promessi sposi

Nel castello di MONTECHIARUGOLO, in tanti cercano la carezza fatata della bella Fata Bema che appare alle giovani donne alla vigilia delle nozze, ai fidanzati, oppure si manifesta a chi è innamorato e soffre per amore per sostenere il suo cuore con presagi e incoraggiamenti.

Nel lontano 1593, narra la leggenda, Bema – sensitiva e lettrice dei tarocchi medievali e rinascimentali - arrivò a Montechiarugolo: era giovane, bella e affascinante e qui iniziò a esibirsi nei boschi che circondavano il castello, riserva di caccia del Duca Ranuccio Farnese, dove era solita predire il futuro a chiunque le rivolgesse la fatidica domanda “Bella fata, cosa vedi nel mio futuro?”.

Attirato dalla bellezza e dai poteri della fanciulla, il tenebroso Duca permise alla fata di frequentare il castello, concedendole un salvacondotto per circolare liberamente nel territorio farnesiano. Ma non passo molto tempo prima che Ranuccio, vinto dal timore di essere stato manipolato tramite un incantesimo, decise di liberarsi dell’indovina facendola rinchiudere nella prigione della Rocchetta di Parma. Dopo una lunga e dura prigionia, venne poi liberata allo stremo delle forze grazie alla benevolenza del popolo e, rientrata a Montechiarugolo, Bema fu assunta presso la corte dei Torelli per la gestione domestica. La fanciulla e Pio Torelli, figlio dell’illuminato Pomponio e di Isabella Bonelli, finirono per innamorarsi. Sapendolo però un amore impossibile, Bema non assecondò il suo cuore e rifiutò il corteggiamento di Pio che fu mandato dal padre presso la corte di Parma a terminare la sua formazione scolastica. Intanto iniziarono i giorni che portarono alla presunta congiura contro Ranuccio Farnese il quale, temendo la potenza dei numerosi e potenti feudatari del Ducato, inscenò una congiura contro la sua persona e, attraverso un crudele e durissimo uso della tortura, riuscì ad estorcere numerose confessioni. Il 19 maggio 1612 gli arrestati, compreso il giovane Pio Torelli, furono decapitati davanti al palazzo di Giustizia di Parma, in piazza Grande (oggi piazza Garibaldi) e le loro teste mozzate e conficcate su spunzoni a monito della città. Il castello di Montechiarugolo fu interamente occupato da una guarnigione di soldati ducali e Bema, disperata per la morte d el suo amato Pio, trovò rifugio in una piccola casa nei pressi del castello, occupandosi per il resto dei suoi giorni di dare aiuto a poveri e bisognosi.

Questa è dunque la storia della Fata Bema che, dalla morte a oggi, si dice torni a passeggiare di bianco vestita tra i bastioni del castello ogni 19 maggio, e allo scoccare della mezzanotte si possa udire il suo pianto per l’amore perduto così tragicamente. Pare che la mummia ritrovata nelle segrete del castello siano proprio i resti della sfortunata giovane indovina, e si racconta che ogni volta che qualcuno ha tentato di spostarla dalla sua collocazione originaria, il fantasma di Bema si sia vendicato con eventi catastrofici (terremoti, alluvioni e pestilenze).

Il Cavalier Moroello e la bella Soleste proteggono per sempre gli innamorati

La leggenda racconta che nel castello di BARDI sul finire del Quattrocento si consumò la contrastata e tragica storia d’amore tra la giovanissima castellana Soleste e il valoroso cavaliere Moroello, capitano della guarnigione a difesa della fortezza. Come i più famosi personaggi di Giulietta e Romeo, anche questi due innamorati furono vittime di un fatale equivoco e si dettero la morte gettandosi dalla cima di una delle torri del maniero.

Quando Moroello dovette partire per una guerra, non passò giorno che la bella Soleste non si recasse sulla torre per attendere il rientro dell'amato… fino a quando, un bel giorno, vide in lontananza l’avvicinarsi di truppe che portavano i vessilli nemici. Colta dalla disperazione, immaginando che il suo Moroello fosse perito in battaglia, la giovane si gettò dalla torre. Così, non avrebbe mai saputo che le milizie da lei avvistate all’orizzonte non erano altro che quelle di Moroello il quale, in segno di spregio dopo la vittoria, aveva dato ordine di issare gli stendardi dei nemici. Giunto al castello, il povero Cavaliere, assalito da sensi di colpa, si uccise gettandosi dal medesimo punto della torre da cui poco prima si era buttata la sua Soleste.

Da allora, numerose testimonianze tramandate nel corso dei secoli riferiscono di misteriosi avvistamenti del fantasma di Moroello che vaga senza pace tra le stanze e i vicoli della fortezza che fu teatro del suo triste amore, talvolta accompagnato da una malinconica melodia appena percettibile. Inoltre, in una particolare zona del castello si dice che spesso si ha la sensazione di essere sfiorati da gelide folate di vento, inspiegabili in quanto la conformazione delle stanze, in quel punto, non dovrebbe con-sentire spifferi di alcun tipo.

L’aggirarsi inquieto dello spirito di Moroello è stato addirittura fotografato da due parapsicologi bolognesi che, armati di foto/termocamera per la lettura e visualizzazione delle variazioni del gradiente termico dell'ambiente, sarebbero riusciti a immortalarlo. E così oggi viene considerato il più famoso caso di fantasma termico avvistato in Italia.

La dama Bianca protegge le passioni più segrete degli amanti Bella, nobile, appassionata, seducente con i suoi magnifici occhi verdi e i lunghi morbidi capelli neri, la duchessa Bianca Pellegrini (detta Bianchina) s’innamorò a prima vista dell’aristocratico Pier Maria de’ Rossi, coraggioso capitano di ventura al servizio dei duchi di Milano, per conto dei quali condusse numerose campagne militari, ottenendo fama e successo. Entrambi Pier Maria e Bianchina erano sposati, ma essendo i due amanti di temperamento focoso, avevano bisogno di un posto dove incontrarsi. Fu così che il nobile condottiero accolse la sua amata in una delle sue residenze più sontuose: il castello di TORRECHIARA.

Si dice che durante le notti di luna piena il fantasma del conte Pier Maria Rossi ritorni ancora sulla strada che conduce all’ingresso del Castello, recitando il motto dedicato all’amata: nunc et semper. Il motto è rintracciabile anche nell’affresco della Camera d’oro del Castello, il luogo in cui il fascino della Duchessa Bianchina dal profondo sguardo ammaliò l’amante, impresso sul nastro che lega i due cuori intrecciati con le iniziali di Bianca e Pier Maria.

Poltergeist al Castello Pallavicino?

Il ponte levatoio è l’unico esistente ancora nella provincia di Parma. Nel corso del 2013 ci sono stati due sopralluoghi al Castello Pallavicino di VARANO MELEGARI: il primo ha evidenziato una figura antropomorfa, semicurva, di cui si possono distinguere gambe, tronco e testa presente nel mastio, mentre in sala da pranzo è emersa una forma relativa ad una figura dal piccolo volto con fattezze umane che emerge dallo scuro del fondo. L’analisi audio del secondo sopralluogo ha riportato due anomalie, entrambe raccolte da un microfono posizionato fisso sulle scale: a) un respiro profondo, con un’ampiezza e intensità molto più alte rispetto al normale, b) un breve colpo, piuttosto cupo.

Ma, oltre alle varie analisi strumentali, anche una sensitiva ha espresso di sentire la vicinanza di una ragazza molto giovane, di nome Beatrice, con un vestito bianco. Una piccola verifica storica ha riportato alla luce il nome di Beatrice Pallavicino, una giovane donna, madre di quattro figli, deceduta all’età di 21 anni: potrebbe essere la stessa figura 'percepita' dalla sensitiva?

Le tracce di sangue sul camino

Anche la rocca dei Rossi di SAN SECONDO custodisce il suo mistero: la storia è quella di una giovane fanciulla che da secoli si aggirerebbe a mezzanotte all’interno del maniero in guisa di fantasma, dopo che non ancora ventenne fu trucidata a sangue freddo per essersi opposta alle avances di uno dei rampolli del casato dei Rossi. A testimoniare il punto in cui fu assassinata, sarebbe ancora visibile la traccia di sangue sul camino della Sala di Latona.

Purtroppo l'identità di questa fantasmatica giovane donna non è stata ancora svelata.


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