Le arie più popolari delle opere di Giuseppe Verdi

Interpretazioni memorabili

Va', pensiero, sull'ali dorate ...

È uno dei cori più noti della storia dell'opera: collocato nella parte terza del Nabucco (1842), rievoca la struggente lamento degli Ebrei prigionieri in Babilonia.

eIl giorno del funerale del Maestro Verdi, la gente assiepata lungo le vie di Milano volle rendere omaggio al grande artista, intonando proprio il Va', pensiero in una successione di cori spontanei che accompagnavano il passaggio del carro funebre

Vendetta, tremenda vendetta! ...

Rigoletto è un uomo ingobbito e brutto (infatti è il buffone di corte del duca di Mantova) ma con una splendida figlia di nome Gilda, orfana di madre. La ragazza viene rapita e sedotta proprio dal duca che ama circondarsi di bellezze femminili e poi abbandonarle al loro destino. L'evento provoca le ire di Rigoletto intenzionato a fare giustizia in prima persona, sostituendosi a Dio. Per vendicare l'oltraggio subito dalla figlia, incarica un sicario di uccidere il suo padrone. Sfortunatamente, per una serie di circostanze, il sicario finisce per assassinare proprio Gilda che inutilmente aveva implorato il padre di dimenticare ogni cosa e abbandonare la sua sete di vendetta.

La donna è mobile ...

Anche questa è un'aria tratta dal Rigoletto: è intonata dal Duca di Mantova nell’ultimo atto dell'opera. È uno dei brani operistici più popolari, grazie al suo accompagnamento estremamente orecchiabile. Il suo carattere triviale riflette il luogo, i bassifondi della città di Mantova, e la situazione. Con superficiale leggerezza, perfettamente incarnata dalla musica, il Duca riflette sulla personale visione di vacuità e imperscrutabilità femminile, ove la donna è vista come piuma al vento, suscettibile di cambiamenti tanto nei pensieri quanto nelle parole al primo mutare dell'umore e del corso degli eventi.

Libiamo ne' lieti calici ...

Questa gioiosa aria a tempo di walzer è tratta da La Traviata, l'opera lirica ispirata dall'opera teatrale La signora delle camelie di Alexandre Dumas. La trama racconta di Violetta Valery, una donna di mondo, molto nota nei salotti frivoli e festaioli di Parigi, ma anche molto ammalata di tisi. Durante una di tali feste, dove si brinda alla vita, alla bellezza che fugge e al vino che riscalda l'amore, Violetta conosce Alfredo Germont. Tra i due si accende una travolgente passione che, purtroppo, avrà un mesto destino a causa dell'aggravarsi della malattia che affligge la donna, fino al drammatico epilogo della sua morte.



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