Alamiré ... Alamiré ...

Aggiornamento: 16 mag

Palazzo Montassù

L’edificazione originaria di Palazzo Montassù è riconducibile al XII sec. e, verosimilmente, può essere fatta rientrare nella primitiva Fabrica Mater Ecclesiae considerando la vicinanza dell'edificio con i tre monumenti che si affacciano su Piazza Duomo: la Cattedrale, il Battistero e il Palazzo del Vescovo.

Un importante elemento topografico è il fatto che l’edificio è situato lungo il percorso di una delle vie d’acqua* che all’epoca attraversavano la città di Parma e che erano funzionali tanto alla vita quotidiana degli abitanti quanto, e soprattutto, agli scambi commerciali del tempo. Tra questi ultimi è da comprendere l’arrivo per via fluviale – attraverso la rete di canalizzazioni risalenti dal fiume Po, tuttora esistenti esattamente al di sotto della rete di vicoli del centro storico* – della fornitura del marmo rosa di Verona necessario per i lavori di realizzazione di quella che risulterà una grandiosa opera d’arte di Benedetto Antelami: il Battistero.

Non è nota la tempistica delle successive vicissitudini storiche e le conseguenti trasformazioni morfologiche ed architettoniche del palazzo. Sono tuttavia ben visibili stratificazioni di materiali in sasso e mattone, cioè di tipologie costruttive e finiture che raccontano una storia assai movimentata, con probabili massicce demolizioni e ricostruzioni, fino all’ultimo rilevante intervento databile intorno al 1850.

Benché non classificato tra le dimore nobiliari, il palazzo possiede alcune caratteristiche costruttive che possono essere riconducibili ad una sua originaria destinazione d’uso non propriamente popolare (ad es. altezza dei soffitti del cosiddetto piano nobile, volte a crociera, accesso al cortile interno tramite un androne carrabile che poteva consentire l'ingresso delle carrozze).

La più recente opera di restauro conservativo terminata nel 2011 ha saputo coniugare la tutela dei caratteri tipologici e storici dell’edificio con le moderne esigenze abitative, soprattutto in termini di dotazioni impiantistiche il più possibile eco-sostenibili.

*Giuseppe Cocconcelli: “Compendio del corso di tutti i canali, canadelle, condotti e scoli sotterranei della Città di Parma”, 1765. Archivio Storico Comunale di Parma.
 

Alamiré

Tre differenti significati del termine
1) Termine formato dai quattro nomi della nota "la" nel sistema esacordale:

A nella notazione alfabetica greca antica (ripresa in quella odierna anglosassone)

LA nell'esacordo naturale

MI nell'esacordo molle

RE nell'esacordo duro

2) La nota più bassa della scala armonica proposta da Guido l’Aretino

Monaco benedettino nell'Abbazia di Pomposa presso Ferrara e importante teorico musicale vissuto intorno all’anno 1000 d.C., allo scopo di ridurre le difficoltà mnemoniche e di apprendimento dei canti Gregoriani, ideò un metodo d'insegnamento nuovo che rimpiazzò la notazione neumatica, il metodo dominante fino al suo tempo.

3) Esclamazione per indicare qualcosa di squisito, eccellente

Secondo il Dizionario del Malaspina"Vocabolario tecnico parmigiano-italiano : per uso delle scuole degli artisti e de' campagnuoli" (1856, Vol. I, pag. 40).


La filastrocca "Alamiré, Alamiré, alla fiera di Mastr’André! "







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