Chiesa di S. FRANCESCO DEL PRATO

Aggiornamento: 16 giu

La sua singolare parabola la rende unica in tutto il mondo

1240 I FRATI FRANCESCANI GIUNGONO A PARMA Penitenti oriundi d’Assisi giunsero a Parma nei primi anni del 1200, stabilendosi in un prato ai margini della città, il Pratum Regium, un'area destinata allo svolgimento di fiere religiose, gare militari e mercati. L’insediamento accompagnò le crescenti esigenze di nuova religiosità che si affermavano nella cultura laica in via di trasformazione, tali per cui l’attrazione tra frati e cittadini fu immediata e inevitabile. Ben presto le comunità cittadine si assunsero gli oneri della costruzione della chiesa e i ceti più abbienti la scelsero come luogo di sepoltura dei loro morti. Mentre gli ordini monastici contribuivano al mantenimento della pace e alla gestione politica della città, le forze civiche garantivano loro protezione e sussistenza, e i conventi divennero punto di riferimento a metà tra le parrocchie e le cattedrali, tra i centri di potere politico e quelli religiosi.

Nel 1240 iniziò la costruzione dell’attuale chiesa di San Francesco del Prato, un progetto che nei decenni successivi fu ampliato, fino a raggiungere le dimensioni attuali.

1298 - 1398 - 1443 LE FASI DI COSTRUZIONE DELLA CHIESA*

Secondo l’ipotesi dello storiografo Pelicelli, la costruzione della chiesa sarebbe avvenuta in tre tempi, sebbene le basi furono gettate in un unico momento e il progetto seguito fu sempre quello iniziale. La prima ad essere edificata fu l’abside centrale, le cui decorazione esterne ad archi a tutto sesto stanno a indicare che la costruzione avvenne nel periodo di transizione tra il romanico e il gotico. Successivamente vennero realizzate le due absidi minori. Si ritiene che, una volta costruite le absidi e i muri perimetrali, si sia proceduto a tappe all’innalzamento della navata centrale e, di conseguenza, di quelle laterali, le quali nel corso di ogni avanzamento, venivano corredate di cappelle. La facciata fu innalzata nel 1398, a seguito dell’allungamento del muro perimetrale di 19 metri e con l’inserimento di tre nuove cappelle.

Il campanile, opera di Bernardino Zaccagni, venne costruito tra il 1506 e il 1520. La torre si eleva sopra un quadrato, è ornata di terrecotte nelle quattro facciate laterali, e nella cella campanaria si apre una trifora che termina in un ottagono. Quattro campane svettavano in cima, espandendo il loro suono sulla città e sulla campagna.

*Il restauro in corso ha portato alla luce nuovi elementi che stanno delineando un quadro cronologico differente e più puntuale sulla costruzione della fabbrica. Il lavoro sul campo, unito a studi storico archivistici, permetteranno quindi di riscrivere la storia del complesso.

1810 - 1992 LA LUNGA NOTTE DEL CARCERE

Nel 1804 le truppe militari francesi occuparono il convento e la chiesa, cacciando la comunità dei frati francescani. I muri di cinta vennero rialzati e trasformati in alti camminamenti con garitte di osservazione, la navata centrale fu utilizzata come laboratorio, mentre le navatelle centrali furono soppalcate per far posto alle celle e ai servizi di detenuti e guardie. Le grandi e maestose arcate gotiche furono chiuse e accecate da muri di tamponamento. Tutto l’interno fu trasformato in una struttura a U alla cui base si trovavano i servizi di portineria. L’altare maggiore, gli altari delle cappelle e il coro ligneo finemente intagliato furono totalmente distrutti. Tele e tavole dipinte furono disperse, mentre gli affreschi furono ricoperti da intonaco grigiastro. Furono tamponate le finestre trecentesche, distrutto il pronao e aperte nuove finestre con doppie grate in ferro.

La torre campanaria venne destinata ad ospitare detenuti particolarmente pericolosi: tra questi si ricorda l’anarchico Gaetano Bresci, di cui si possono ancora leggere le scritte sui muri.

Un altro detenuto famoso è stato lo scrittore/giornalista/umorista Giovannino Guareschi, recluso nel 1954 per 409 giorni per diffamazione ai danni di De Gasperi, e dopo un processo alquanto lacunoso, contro cui Guareschi rifiutò di fare ricorso: «Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume»

2018 - IL RITORNO ALLA DIOCESI E IL RESTAURO Il convento fu utilizzato come carcere fino al 1992 e restituito all’Ordine Francescano dal 1974 al 1993, periodo in cui vennero effettuate delle campagne di scavo archeologico. L’intero compendio ex – carcere venne poi trasferito all’Università di Parma che contribuì al suo recupero e utilizzo. Nel dicembre 2017 l’Università di Parma riconsegnò la chiesa all’Agenzia del Demanio, e la Diocesi nel febbraio 2018 ha ottenuto la concessione d’uso. I lavori di restauro vogliono riportare la chiesa al culto senza dimenticare le ferite che il carcere ha inflitto.

3 Ottobre 20121 - RICONSACRAZIONE DELLA CHIESA

Dopo un’attesa lunga secoli, domenica 3 ottobre 2021 San Francesco del Prato viene riconsacrata. Dopo 700 giorni effettivi di cantiere, la Chiesa viene riconsegnata alla città. La celebrazione eucaristica e il rito di Dedicazione della chiesa, presieduti da S.E. Monsignor Solmi, Vescovo di Parma, sanciscono un nuovo inizio. Un momento storico unico, consacrato dai tanti fedeli che hanno riempito la chiesa e il suo piazzale esterno.


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